Profilo e finalità dell'Associazione Movimento Turismo del Vino del Lazio | Stampa |  E-mail
Lunedì 31 Maggio 2010 00:00

Il Movimento Turismo del Vino del Lazio fa parte dell'Associazione Movimento Turismo del Vino presente in tutte le Regioni d'Italia con oltre 1000 iscritti.

L'Associazione, sia nazionale che regionale, mira a incrementare il flusso dei visitatori diretto ai luoghi di produzione enologica sulla base del motto "vedi cosa bevi". Si basa sulla convinzione che le cantine possano attrarre visitatori al pari di un museo o di un'abbazia. I produttori dello Champagne, della California e più recentemente dell'area bordolese hanno usato l'enoturismo come uno strumento formidabile per accrescere la reputazione, l'immagine e la commercializzazione dei loro vini oltre che come strumento per "tirare" il flusso dei visitatori di intere regioni.

I membri del Movimento del Turismo del Vino sono certi di poter fare altrettanto nelle aree dei grandi vini italiani.

Il turismo del vino produce vari effetti:

1.Rende più responsabile il consumo del vino insegnando a scegliere. Accresce la fiducia nel vino, permette di capirne la naturalezza e la specificità.

2.Incrementa l'immagine e il prestigio dei vini italiani, specie di quelli ad alto livello qualitativo che hanno bisogno di essere sostenuti anche in funzione della crescita della domanda commerciale a loro rivolta.

3.Accresce le possibilità commerciali delle cantine sia mediante vendite dirette che attraverso il normale circuito commerciale; la visita trasforma infatti il cliente nell'affezionato, capace di preferire lo stesso vino negli acquisti successivi.

4.Crea prospettive di sviluppo economico, di diversificazione produttiva e di nuova occupazione nelle aree ad alta vocazione vinicola.

5.Consente la divulgazione e la conoscenza del territorio rurale proponendolo con un'unità composta da aspetti naturalistici, culturali e produttivi. Contribuisce al recupero dell'ambiente agricolo, delle sue tradizioni e ne accresce l'uso come bene collettivo.

 

 

La storia

Dal '93 la volontà e l'impegno degli imprenditori e dei presidenti delle varie Regioni associate, tra cui il Lazio, hanno trasformato l'Italia del vino, da un paese di cantine chiuse in un paese di cantine aperte grazie anche alla manifestazione "Cantine Aperte", denominata nel 1998 "Wineday", poiché oltre ai produttori del Lazio e ai produttori delle altre Regioni italiane, hanno partecipano i produttori delle Regioni vitivinicole della California, Sud-Africa, Australia, Cile, Giappone, che da ogni anno si svolge l'ultima domenica di maggio. Il Lazio che partecipa a questa associazione dal 1994 e alla relativa manifestazione, nel 2009 ha ricevuto nelle cantine aderenti oltre 30.000 enoturisti, soprattutto fra gli "Under 35" che hanno riscoperto il fascino delle bottiglie di qualità ed hanno assaporato i vini e le suggestioni delle cantine. Il vino, dunque, sempre più di moda al pari di un monumento di un'opera d'arte, anche perché l'Italia è conosciuta nel mondo come luogo di vacanza, come un paese di cultura e d'arte, ma anche per la qualità dei suoi vini. La Legge Nazionale sulle strade del vino del 27 luglio 1999 n.268, che è stata creata dal Movimento Turismo del Vino nazionale, e poi data alle istituzioni perché potesse essere lo strumento fondamentale per la coesione della storia, cultura, tradizioni agro-alimentari del territorio rurale delle regioni per promuovere un'innovativa strategia di marketing in grado anche di definire la competitività del vino e dei prodotti tipici nazionali in coerenza con gli orientamenti comunitari.

 

La ricerca

Secondo una ricerca del Censis Servizi S.p.A., l'enoturismo ha superato i 4 milioni di arrivi, gli 8 milioni di presenze e ha superato 1.500.000 € di business rispetto alle previsioni del 2002, incrementando l'occupazione anche con nuove figure professionali; sempre secondo il Censis nell’ultimo anno in contro tendenza il turismo del vino supera il turismo tradizionale. Il vino è sempre meno alimento base, è sempre più occasione per migliorare stile e qualità della vita (per questo sta avendo più appeal tra i giovani); è un pretesto per alimentare la fantasia alla scoperta di territori, esplorazioni di cantine, ricerca di prodotti, assaggio di cucine, convivialità inattese. Questo scenario, prospettato da ricerche sociali, conferma che l'enoturismo è insomma il volano più efficiente - in presenza però di strategie di territorio e con standard di qualità elevati - per promuovere flussi turistici, grazie al mix dei suoi principali elementi: cultura, paesaggio, vino, cucina, arte, prodotti agro-alimentari, artigianato artistico. Secondo la ricerca effettuata dall'Università Bocconi di Milano, l'enoturista tipo è prevalentemente maschio e straniero, età compresa fra i 26 e i 45 anni, livello socio-economico medio/alto (dirigenti, insegnanti, professionisti, imprenditori). Il suo obiettivo è in primo luogo quello di conoscere meglio il vino e completare la sua gita nel verde. Ad attrarlo sono i territori dei grandi vini dove il paesaggio è più suggestivo; nei ristoranti è possibile assaggiare gastronomia tipica, gli abitanti sono cordiali, il clima è buono e c'è un ricco patrimonio artistico.

 

Le strade del vino

In relazione a quanto sopra esposto, anche la Regione Lazio, come le altre Regioni, ha emanato la Legge sulle strade del vino, secondo le direttive della Legge Quadro Nazionale 27 luglio 1999 n.268; il progetto per le strade del vino fu elaborato dai delegati di tutti le Regioni del Movimento Turismo del Vino tra cui anche il Lazio e fu presentato alle istituzioni nel 1995 e approvato, dopo varie elaborazioni, nel 1999 con la legge sopra citata. Il Movimento Turismo vino del Lazio ha partecipato nella persona del Presidente alla stesura della Legge Regionale. La visita diretta alle cantine, aiuta a conoscere meglio la storia delle tradizioni enologiche e a promuovere il prodotto vino come prodotto culturale del territorio. Il turismo del vino produce vari effetti: rende più responsabile il consumo del vino insegnando a scegliere; accresce la fiducia nel vino, permette di capirne la naturalezza e la specificità. Incrementa l'immagine e il prestigio dei vini italiani, laziali e in particolare del territorio della Regione Lazio, specie in quelli ad alto livello qualitativo che hanno bisogno di essere sostenuti anche in funzione della crescita della domanda commerciale a loro rivolta: accresce le possibilità commerciali delle cantine sia mediante vendite dirette che attraverso il normale circuito commerciale; la visita trasforma infatti il cliente nell'affezionato, capace di preferire lo stesso vino negli acquisti successivi; crea prospettive di sviluppo economico, di diversificazione produttiva e di nuova occupazione nelle aree ad alta vocazione vinicola; consente la divulgazione e la conoscenza del territorio rurale proponendolo con un'unità composta da aspetti naturalistici, culturali e produttivi; contribuisce al recupero dell'ambiente agricolo, delle sue tradizioni e ne accresce l'uso come bene collettivo. Il vino è sempre meno alimento base, è sempre più occasione per migliorare stile e qualità della vita (per questo sta avendo più appeal tra i giovani); è un pretesto per alimentare la fantasia alla scoperta di territori, esplorazioni di cantine, ricerca di prodotti, assaggio di cucine, convivialità inattese.

 

Le iniziative

Il Movimento Turismo del vino del Lazio ha trasformato il territorio vitivinicolo della Regione Lazio da un territorio di cantine chiuse, a quello di cantine aperte, per le manifestazioni che promuove (Cantine Aperte, Benvenuta Vendemmia, San Martino in Cantina e Natale in Cantina) dove unisce il vino alla cultura, al paesaggio, alla cucina, all’arte, ai prodotti tipici territoriali e all’artigianato artistico.

Il Movimento Turismo del Vino nazionale ha editato la guida 2004-2005 per gli enoturisti sull’accoglienza in cantina denominata “Giravino” dove il Lazio ha partecipato attivamente alla sua realizzazione; È stato realizzato inoltre in collaborazione con tutte le Regioni del Movimento Turismo del Vino “Il Decalogo dell’Accoglienza” dove vi sono i parametri che deve avere un’azienda vitivinicola per poter ricevere i visitatori del vino. Sviluppare l’accoglienza in cantina per superare le difficoltà della congiuntura vino (dati di un sondaggio CENSIS servizi); infatti il Movimento Turismo del Vino Nazionale, in collaborazione con i Presidenti delle Regioni (tra cui anche il Lazio) sta attuando la certificazione di servizio inerente all’accoglienza in cantina (L’accoglienza coi fiocchi), con l’Ente certificatore “3A Parco Tecnologico Agroalimentare dell’Umbria”.

Dal 2001, oltre a "Cantine Aperte", il Movimento Turismo del Vino del Lazio organizza anche "Benvenuta Vendemmia" la penultima domenica di settembre, che è stata richiesta a gran voce dagli affezionati del vino del Lazio e “San Martino in Cantina” dove si potrà gustare anche il vino novello e “Natale in Cantina” finalizzato a promuovere i regali di vino natalizi. Dal 1997 il Movimento Turismo del Vino ha concretizzato l’idea di realizzare una festa dedicata al vino “Calici di Stelle” che non fosse legata ai tradizionali appuntamenti itineranti sopracitati.

 

 

Movimento Turismo del Vino del Lazio

Il Presidente

Rossana De Dominicis

 

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